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Sergio Segio
[29 Maggio 2009]
Pubblichiamo l’introduzione scritta da Sergio Segio [«La crisi, le sue cause, le sue vittime e le soluzioni»] del Rapporto sui diritti globali 2009 [a cura dell’Associazione Società/Informazione per Ediesse], presentato questa mattina a Roma.
«Piu? che ramo dell’economia, il castello di carte della finanza globalizzata è infine impazzito come una maionese e appare come strumento dell’econo-sua, vale a dire dell’interesse del solito noto: un mondo affaristico capace di drenare ricchezze e risorse per concentrarle in poche e avide mani. Puo? sembrare un’immagine settecentesca, ma ci parla invece del nostro presente. Le mani sono quelle delle corporation, dei potenti gruppi speculativi, degli imperi multinazionali che in questi decenni hanno attualizzato e imposto l’ideologia del laissez faire, sfrontatamente ammantata persino di altruismo con la teoria del trickle down. Una interessata favoletta secondo la quale se i grandi, attraverso l’economia deregolata, crescono e si arricchiscono, il benessere gocciolera? pure su chi sta in basso, sui piccoli, che potranno cosi? partecipare al banchetto della globalizzazione liberista…
L’Ires-Cgil, elaborando dati della Banca d’Italia, ha calcolato che, nel periodo 2002-2008, il potere d’acquisto dei redditi netti reali delle famiglie operaie ha visto una perdita di 1.599 euro, quello con
capofamiglia un impiegato ha conosciuto un arretramento di 1.681 euro, mentre quello di imprenditori e professionisti ha riscontrato un guadagno di 9.143 euro… Il 50 per cento delle famiglie italiane ha un reddito annuo inferiore a 23.083 euro, 1.924 al mese, un anziano solo vive con meno di 11.458 euro (955 euro mensili), a fronte di chi e? solo ma in eta? attiva [16.274 euro]; le famiglie con almeno un anziano dispongono di 15.131 euro; quelle con due di 21.767. Una spesa imprevista di 700 euro manda in crisi il 32,9 per cento delle famiglie, percentuale che cresce al 36 per cento per gli an-
ziani e al 41,4 per cento per le famiglie con tre figli, e sale ulteriormente al 46,4 per cento nel Sud…
La crescita senza limiti, la sovracrescita, si e? dimostrata essere la negazione assoluta del futuro, della sua stessa possibilita?, poiche? gia? ora la valutazione della cosiddetta impronta ecologica ci dice che il pianeta non sara? in grado di sopportare
ancora a lungo questo sviluppo irrazionale. Solo nell’ultimo decennio il consumo energetico e? salito quasi di un quarto e gia? adesso se tutti gli abitanti del pianeta avessero stili di vita e di consumo analoghi a quelli dei Paesi a piu? alto reddito occorre-
rebbero 2,6 pianeti per soddisfare le necessita? di tutti. Questo dato ci dice non solo dell’insostenibilita? ma anche della diseguaglianza. E indirettamente rivela che l’iniqua distribuzione e? condizione voluta e necessaria all’attuale sistema economico-sociale, non accidente in via di soluzione, come ripetono, impenitenti e impuniti,i cantori del liberismo…
Da dicembre 2007 a febbraio 2009, negli Usa si sono persi 4.400.000 posti di lavoro. Ancor piu? drammatiche le cifre a livello generale. Secondo l’International Labour Organization, nel 2009 i disoccupati nel mondo dovrebbero aumentare di almeno 30 milioni di unita?, che potrebbero arrivare a 50 milioni senza interventi correttivi da parte dei governi. Complessivamente, si arriverebbe cosi? a 200 milioni di disoccupati, cui aggiungerei lavoratori poveri, che diventerebbero il 45 per cento del totale e quelli occupati in lavori vulnerabili, con caratteristiche di precarieta?, che potrebbero
assommare al 53,7 per cento…
La paura e? divenuta – e? stata fatta divenire – la clava che governa la modernita? contemporanea. La fabbrica del rancore e? l’unica che, mentre procede la crisi, lavora a pieno ritmo. Anzi: proprio la crisi, con il suo portato di incentivazione alle «guerre tra poveri», fornisce inesauribile materia prima. Di modo che la crisi vera e di fondo, in Italia, appare quella dei valori solidali.
Tags assegnati a questo articolo: diritti, crisi
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