mercoledì 10 marzo 2010

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LA QUINTA GUERRA MONDIALE

di Vitaliano Della Sala [ 20/04/2009]



Non so come si combattera' la terza guerra mondiale, ma sono certo che la quarta si combattera' con le pietre e con le clave�, diceva Albert Einstein un po' di decenni fa. Per fortuna ha avuto torto. Ma non c'e' molto da esserne felici: quello che e' successo e' molto peggio. Forse le �pietre e le clave� sono rinviate alla quinta guerra mondiale.
Nel giugno del 1997 fu pubblicato un testo del subcomandante Marcos dal titolo �La quarta guerra mondiale e' cominciata� che, due anni prima di Seattle e quattro prima di Porto Alegre e Genova, contiene una lettura lucidissima della situazione del mondo e puo' molto aiutare a comprendere lo scenario di crisi economica mondiale nel quale ci troviamo a vivere.
� sconcertante rileggerlo e considerare quanto fosse stato �profeta� Marcos in quel testo di 12 anni fa. Dovrebbero leggerlo i ministri dell'Economia, i banchieri, i finanzieri, gli economisti e quanti avrebbero dovuto, se non altro per dovere d'ufficio, capire a cosa ci avrebbe condotto la globalizzazione neoliberista presentata come la soluzione a tutti i problemi economici mondiali. Stranamente, quelli che non hanno saputo prevedere la crisi economica mondiale nella quale ci hanno invece trascinato, sono gli stessi che ora stanno proponendo le soluzioni e stanno gestendo i tentativi per uscirne: pensate a quali malaccorti �esperti� e' affidato il futuro economico del mondo!
Mentre i cosiddetti esperti precipitavano il mondo nella crisi, gli indios del Chiapas prevedevano una �quarta� guerra mondiale combattuta a colpi di �bombe economiche e finanziarie�. C'e' da chiedersi: ma se era chiaro agli indios relegati nella selva Lacandona chiapaneca, come mai banchieri ed economisti non ne avevano sentore? Escludendo che fossero tutti imbecilli, c'e' da ipotizzare che forse e' successo quello che anch'essi avevano previsto, ma che si erano guardati bene dal divulgare, perche' a loro questa crisi forse conviene. E forse per questo si sono accaniti, sguinzagliando eserciti e servizi segreti, contro il cosiddetto Movimento no-global che, coinvolgendo una moltitudine sempre piu' vasta di persone in tutto il mondo, quelle �profezie� tentava di diffondere, mettendo in guardia l'opinione pubblica.
Penso non sia superfluo ricordare che gli sbirri di tutto il mondo hanno avuto mano libera per reprimere e tentare di stroncare chi non solo manifestava, ma si poneva domande e creava discussioni sempre piu' partecipate. Una mano tanto libera da massacrare persone inermi e uccidere. Genova e' stata forse la citta' che non solo ha visto l'uccisione di Carlo Giuliani durante il contro G 8, ma ha assistito alla peggiore repressione, in un Paese democratico, di una manifestazione autorizzata e pacifica.
Ora tutti sono diventati un po' �no global�, parlano da altro-mondisti e affermano, con le loro facce di bronzo o peggio�, che loro l'avevano previsto. Come e' triste per noi, che invece quelle �previsioni� le proponevamo e le gridavamo, ora dire �ve l'avevamo detto�; ci sarebbe da sbattere in faccia ai vetero liberisti convertiti di fresco all'altromondismo, le loro interviste, i loro saggi, le loro leggi che hanno assecondato la globalizzazione sfrenata dei mercati e non dei diritti e della solidarieta'. Resta il rammarico, a chi di quel Movimento ha fatto parte, di non avere fatto tutto il possibile per mettere in guardia la gente, di essersi un po' arreso di fronte ai manganelli e ai proiettili, di aver permesso una divisione in tanti rivoli che non hanno piu' fatto paura ai potenti.
Anche se e' una magra consolazione rileggere ora il testo di Marcos, forse e' uno dei modi per riprendere le fila del discorso, rimettersi insieme al di la' delle differenze e ricominciare a lottare con una speranza in piu', ammesso che non sia gia' troppo tardi! Ecco allora alcuni stralci di quel testo, che andrebbe certamente aggiornato alla realta' attuale, ma che conserva una sconvolgente e meravigliosa lucidita' di fondo.
�La globalizzazione moderna, il neoliberismo come sistema mondiale, deve essere intesa come una nuova guerra di conquista di territori. La fine della III Guerra Mondiale, o �Guerra Fredda�, ha trascinato con se' una nuova cornice nelle relazioni internazionali, nella quale la lotta nuova per questi nuovi mercati e territori ha prodotto una nuova guerra mondiale, la IV�.
�Se la Terza Guerra Mondiale e' stata tra il capitalismo e il socialismo, con scenari alterni e differenti gradi di intensita', la quarta si fa ora tra i grandi centri finanziari, con scenari totali e con una intensita' acuta e costante. Il re supremo del capitale, la finanza, ha cominciato allora a sviluppare la sua strategia bellica, nel nuovo mondo, e su cio' che restava in piedi del vecchio. Attraverso la rivoluzione tecnologica, imposta al mondo intero per mezzo di un computer, a loro arbi'trio, i mercati finanziari hanno imposto le loro leggi e i loro precetti a tutto il pianeta�.
�Negli ultimi tempi della �Guerra Fredda�, il capitalismo aveva creato un nuovo orrore bellico: la bomba a neutroni. La �virtu'� di quest'arma e' che distrugge solo la vita e risparmia gli edifici e le cose. Eppure, una nuova �meraviglia� bellica sarebbe stata scoperta, all'inizio della IV Guerra Mondiale: la bomba finanziaria. (�) Una guerra dunque, una guerra mondiale, la IV. La peggiore e piu' crudele, quella che il neoliberismo conduce ovunque e con tutti i mezzi contro l'umanita'�.
Marcos conclude la sua pre-visione del mondo, colpito da �bombe economiche e finanziarie�, con sette tessere �da comporre tra loro per ricostruire il rompicapo mondiale�. La prima e' la doppia accumulazione, di ricchezze e poverta', ai due poli della societa' mondiale. L'altra e' lo sfruttamento totale della totalita' del mondo. La terza e' l'incubo di una parte errante dell'umanita'. La quarta e' la nauseabonda relazione tra crimine e Potere. La quinta e' la violenza dello Stato. La sesta e' il mistero della megapolitica. �La settima tessera e' la multiforme sacca di resistenza dell'umanita' contro il neoliberismo. � da questa settima tessera che tutti noi del Movimento dovremmo ripartire�.

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